SpazioAref | sabato 29 novembre 2025 | ore 17,30
conferenza a cura di Paesaggi tra i solchi
Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola
con la collaborazione di Paola Gualtieri per la lettura dei testi delle canzoni
Censura, auto-censura, censura preventiva, sono l’espressione che le “autorità preposte” impongono per cancellare la libera espressione, spesso con esiti grotteschi ed esilaranti.
Proibitissimo! e Proibitissimo ancor di più! i due incontri che raccontano la censura nella musica italica; il primo nel famoso “ventennio”, ora nuovamente in auge; il secondo per capire come le istituzioni “democratiche” tentino sempre di decidere cosa dovevano ascoltare gli italiani.
Oggi con la quantità di radio commerciali, piattaforme, canali televisivi censurare una canzone non solo è impossibile ma è inutile. Fanno sorridere (e preoccupare) gli interventi censori di certi politici su alcune canzoni e cantanti di Sanremo, addirittura con la proposta di un DASPO.
La censura è possibile quando si ha il controllo totale dei mezzi di informazione e comunicazione. Non basta il solo potere politico e sociale.
Il 6 Ottobre 1924 iniziarono le trasmissioni della radio di Stato, unica fonte di diffusione nazionale di notizie, cultura, intrattenimento e musica di regime.
Gli abbonati (si pagava il canone per la radio) crebbero dai 55.000 del 1927, ai 1.500.000 del 1940 (sui circa 10-12 milioni di famiglie dei 40 milioni di italiani), le trasmissioni radio erano molto ascoltate anche nei luoghi pubblici. Questo creò la necessità di controllo governativo per difendere la “morale cattolica” e i “valori fascisti”, poi quelli “democratici”, cioè quelli della classe dominante.
Sono solo canzonette? In molti casi sì, ma in molti altri no.
ingresso libero con prenotazione
informazioni e prenotazioni
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telefono: 030.3752369 – 333.3499545