ARTE E MERCATO | Grandi mercanti e galleristi promotori di correnti artistiche
SpazioAref | domenica 8 marzo 2026 | ore 18
conferenza a cura di Fabiana Verrillo
In epoca capitalistica l’arte in voga diviene l’espressione del moderno mercato; i grandi mercanti e i galleristi internazionali a fine ‘800 e nella prima metà del ‘900, definiscono, patrocinano e quindi in ultima analisi creano le moderne e più celebri correnti artistiche. Gli esempi sono conosciuti e numerosi: i fratelli Grubicy lanciano sul mercato i pittori italiani divisionisti, Paul Durand-Ruel e Ambroise Vollard in Francia gli impressionisti, Daniel-Henry Kahnweiler i cubisti e gli astrattisti, per giungere fino a Peggy Guggenheim e Leo Castelli e la loro commercializzazione dell’astrattismo americano e le nuove correnti artistiche nel dopoguerra.
ingresso libero con prenotazione
per informazioni e-mail: info@aref-bresca.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
Nel XXI secolo, anche la musica indipendente (indie) italiana si trova al crocevia tra aderenza e sopravvivenza, tra espressione artistica e dinamiche di mercato sempre più invasive. In un’epoca in cui anche il suono è merce, viene da chiedersi: quali musiche sono ancora possibili? Quali spazi di verità restano in un sistema governato da algoritmi, immagini e capitali? La logica del capitalismo ha assorbito la musica dentro le sue dinamiche di consumo, trasformandola in contenuto. I brani non sono più atti espressivi, ma unità monetizzabili, confezionate per la piattaforma, pensate per la playlist, progettate per un ascolto conteggiabile. L’indipendenza, un tempo sinonimo di libertà creativa, è oggi spesso solo una maschera estetica: anche gli artisti “alternativi” sono immersi in un sistema che premia la visibilità, l’adesione a tendenze, la produttività costante. Nel dominio delle piattaforme di streaming, è l’algoritmo a decidere chi emerge e chi scompare. Questo meccanismo invisibile premia ciò che è già riconoscibile, ripetibile, conforme. L’artista diventa così ostaggio dell’ingranaggio, costretto a pubblicare con frequenza, adattarsi a generi “scansionabili” e pensare la musica come oggetto ottimizzato per l’interfaccia. L’algoritmo non ascolta: filtra, classifica, indirizza. È un orecchio senz’anima.
Nonostante queste dinamiche pervasive, esistono ancora traiettorie che sfuggono al controllo. Micro-label, circuiti locali, collettivi, progetti ibridi tra poesia, teatro e sound art: isole di senso che scelgono il tempo lungo, la marginalità, la profondità.
Saverio Beccaccioli è dottorando nei Conservatori di Terni e di Ravenna. È laureato in Musicologia alla Sapienza Università di Roma e diplomato in Trombone rinascimentale (I e II livello) al Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni. Ha partecipato a convegni in Italia, Malta e Portogallo. Ha tenuto seminari all’Università La Sapienza di Roma, Università degli Studi della Tuscia e Conservatorio “G. Verdi” di Ravenna. Ha pubblicato articoli e saggi per diverse riviste accademiche. Ha tenuto un talk di carattere musicologico alla Fondazione Varrone (Rieti 2025), Club Tenco (San Remo 2025), Torrione Jazz Club (Ferrara 2025), Abbey Rocchi Studio (Roma 2025), Teatro PalArte (Fabrica di Roma 2024/2025), Piccole Serenate Notturne Festival (Viterno 2024), Teatro del Combattente (Collevecchio 2023). Ha inciso per Rai, Mediaset, Sky Cinema, Prime Video. Si è esibito con ensembles sinfonici in Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Svizzera.
ARTE E MERCATO | La genesi del mercato dell’arte nel secolo XIX: le esposizioni, i generi e gli acquirenti
SpazioAref | domenica 8 febbraio 2026 | ore 18
conferenza a cura di Roberto Ferrari
La conferenza ha la finalità di porre al centro l’invadenza del mercato nella realizzazione e distribuzione del prodotto artistico, trasformato in merce e come tale vincolato dalle leggi della distribuzione mercantile. Il profitto commerciale regola e vincola i sistemi dell’arte sin dalla seconda metà del secolo XIX, i cui protagonisti – artisti, critici, mercanti e galleristi – divengono degli agenti della circolazione della “merce arte”.
Le grandi Esposizioni Internazionali e Nazionali sorte nell’800 costituiscono un corollario di prestigio alle presentazioni dell’industrializzazione capitalistica, ma rappresentano anche una vetrina della nascente estetica dominante. Le Esposizioni Accademiche di Brera sono un campione fondamentale per analizzare i generi, i compratori, i critici e l’editoria che caratterizzeranno la nascente arte italiana alle soglie del ‘900.
La Fondazione Aref ETS – Fondazione Artisti Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari Ente del Terzo Settore – nel 2026 festeggia i venticinque anni di attività, essendo stata fondata nel giugno del 2001 dagli eredi Ferrari e da Miretta Rizzi.
Siamo orgogliosi di presentare il nuovo logo del 25° anniversario realizzato in collaborazione con gli studenti della classe 5K dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’I.I.S.S. “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda.
Roberto Roversi (Bologna 1923-2012) è stato poeta, saggista e paroliere, oltre che fra i più schivi animatori della scena culturale italiana nella seconda metà del Novecento. Nato e vissuto a Bologna, nel 1945 partecipa alla Resistenza in Piemonte, nel 1955 con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini fonda la rivista Officina e, nel 1961, “Rendiconti” con Gianni Scalia. Lettore onnivoro e sempre attento alle evoluzioni sociali ed economiche, ha guardato con occhio critico al destino del paese e maturato una capacità di lettura degli eventi originale e disincantata. Come paroliere ha scritto i testi per numerosi brani musicali di Lucio Dalla e degli Stadio ma la sua produzione più libera e corrosiva rimane quella poetica che, con una scelta rigorosa e controcorrente, preferì affidare a ciclostilati e piccoli editori in protesta con l’industria editoriale.
Luca Mozzachiodi (1992) è stato docente a contratto Ca’ Foscari di Scrittura e Comunicazione e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, ha svolto attività di ricerca presso L’Università di Bologna e la Fondazione per la Critica Sociale, collabora con Il Manifesto in rete e con Il centro interdipartimentale di ricerca Franco Fortini alla rivista l’Ospite ingrato. È dottore di ricerca in Culture filologiche e letterarie; ha pubblicato il volume Preparando il Sessantotto: saggisti e scrittori nelle riviste della Nuova Sinistra (1956-1967) (Pacini 2024) e numerosi saggi su autori quali Fortini, Solmi, Pasolini, Asor Rosa, Panzieri. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia degli intellettuali, la teoria della letteratura, la prosa e la poesia contemporanee e i rapporti tra politica e letteratura nel Novecento e oltre. È in uscita la raccolta di saggi Gli scacchi di Brecht. Forme della critica e forme della storia (Industria e Letteratura).
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
A Vendre! For Sale! Saldi Saldi Saldi | MUSICA AL MERCATO!!! Paesaggi tra i solchi | Mostra di copertine di Long Playing
Galleria di SpazioAref | visite guidate
Durante la mostra verranno effettuate le visite guidate a cura di Paesaggi tra i solchi:
giovedì 18 dicembre 2025 – ore 16,30
sabato 20 dicembre 2025 – ore 17,00
sabato 27 dicembre 2025 – ore 17,00
sabato 10 gennaio 2026 – ore 17,00
sabato 17 gennaio 2026 – ore 17,00
mostra a cura di Paesaggi tra i solchi Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola, Sergio Zappavigna
fino al 18 gennaio 2026 ingresso libero, da giovedì a domenica dalle 16 alle 19.30 la mostra rimarrà chiusa nei giorni 25 e 26 dicembre 2025 dall’1 al 4 gennaio 2026
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
conferenza a cura di Paesaggi tra i solchi Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola con la collaborazione di Paola Gualtieri per la lettura dei testi delle canzoni
Censura, auto-censura, censura preventiva, sono l’espressione che le “autorità preposte” impongono per cancellare la libera espressione, spesso con esiti grotteschi ed esilaranti.
Proibitissimo! e Proibitissimo ancor di più! i due incontri che raccontano la censura nella musica italica; il primo nel famoso “ventennio”, ora nuovamente in auge; il secondo per capire come le istituzioni “democratiche” tentino sempre di decidere cosa dovevano ascoltare gli italiani.
Oggi con la quantità di radio commerciali, piattaforme, canali televisivi censurare una canzone non solo è impossibile ma è inutile. Fanno sorridere (e preoccupare) gli interventi censori di certi politici su alcune canzoni e cantanti di Sanremo, addirittura con la proposta di un DASPO.
La censura è possibile quando si ha il controllo totale dei mezzi di informazione e comunicazione. Non basta il solo potere politico e sociale.
Il 6 Ottobre 1924 iniziarono le trasmissioni della radio di Stato, unica fonte di diffusione nazionale di notizie, cultura, intrattenimento e musica di regime.
Gli abbonati (si pagava il canone per la radio) crebbero dai 55.000 del 1927, ai 1.500.000 del 1940 (sui circa 10-12 milioni di famiglie dei 40 milioni di italiani), le trasmissioni radio erano molto ascoltate anche nei luoghi pubblici. Questo creò la necessità di controllo governativo per difendere la “morale cattolica” e i “valori fascisti”, poi quelli “democratici”, cioè quelli della classe dominante.
Sono solo canzonette? In molti casi sì, ma in molti altri no.
ingresso libero con prenotazione
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
presentazione della terza edizione del libro di Miretta Rizzi pubblicato dal Comune di Rodengo Saiano
intervengono la Sindaca Rosa Vitale e l’Assessora Maria Togni
Il libro di Miretta Rizzi (1917-2022), uscito per la prima volta nel 1946, è stato nuovamente pubblicato quest’anno dall’Amministrazione Comunale di Rodengo Saiano in occasione dell’80° Anniversario della Liberazione “per offrire ancora una volta alla cittadinanza e soprattutto alle giovani generazioni un documento importante che ha permesso la ricostruzione storica dei fatti che caratterizzarono l’aprile del 1945” (R. Vitale).
Ingresso libero con prenotazione
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conferenza a cura di Paesaggi tra i solchi Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola con la collaborazione di Paola Gualtieri per la lettura dei testi delle canzoni
Censura, auto-censura, censura preventiva, sono l’espressione che le “autorità preposte” impongono per cancellare la libera espressione, spesso con esiti grotteschi ed esilaranti.
Proibitissimo! e Proibitissimo ancor di più! i due incontri che raccontano la censura nella musica italica; il primo nel famoso “ventennio”, ora nuovamente in auge; il secondo per capire come le istituzioni “democratiche” tentino sempre di decidere cosa dovevano ascoltare gli italiani.
Oggi con la quantità di radio commerciali, piattaforme, canali televisivi censurare una canzone non solo è impossibile ma è inutile. Fanno sorridere (e preoccupare) gli interventi censori di certi politici su alcune canzoni e cantanti di Sanremo, addirittura con la proposta di un DASPO.
La censura è possibile quando si ha il controllo totale dei mezzi di informazione e comunicazione. Non basta il solo potere politico e sociale.
Il 6 Ottobre 1924 iniziarono le trasmissioni della radio di Stato, unica fonte di diffusione nazionale di notizie, cultura, intrattenimento e musica di regime.
Gli abbonati (si pagava il canone per la radio) crebbero dai 55.000 del 1927, ai 1.500.000 del 1940 (sui circa 10-12 milioni di famiglie dei 40 milioni di italiani), le trasmissioni radio erano molto ascoltate anche nei luoghi pubblici. Questo creò la necessità di controllo governativo per difendere la “morale cattolica” e i “valori fascisti”, poi quelli “democratici”, cioè quelli della classe dominante.
Sono solo canzonette? In molti casi sì, ma in molti altri no.
ingresso libero con prenotazione
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Domenica 16 novembre presso SpazioAref alle ore 18 si terrà l’incontro della rassegna, a cura di 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶, 𝗳𝗮𝗿𝗲𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮 intitolato 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗙𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗶 𝟭𝟵𝟭𝟳-𝟭𝟵𝟵𝟰 con il docente 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗠𝗼𝘇𝘇𝗮𝗰𝗵𝗶𝗼𝗱𝗶.
Franco Fortini, saggista, poeta, traduttore, consulente di Einaudi e Olivetti, infine insegnante e giornalista, è una figura fondamentale nell’ambiente culturale italiano dal secondo dopoguerra agli anni novanta. Dopo la giovinezza serena ma tribolata a causa dell’insofferenza al Fascismo, dopo l’esperienza di rifugiato in Svizzera fra il 1943 e la fine della guerra mondiale, Fortini si afferma come critico letterario grazie agli scritti apparsi su riviste fra cui «Il Politecnico», «Nuovi Argomenti», «Officina» con Pasolini, Roversi e Scalia, «Quaderni rossi» e «Quaderni piacentini», «Il Menabò», «Questo e Altro», invitato a parteciparvi da Vittorio Sereni, poi «Aut Aut»; nel frattempo numerose testate ospitano i suoi articoli (Corriere della Sera e Il manifesto fra le altre). Pubblica numerose raccolte di poesia: la prima è Foglio di via (1946), l’ultima Composita solvantur (1994). Dotato di una vastissima cultura e di una precisa idea del lavoro intellettuale e della funzione sociale dell’opera d’arte, Fortini è stato una presenza singolare e stimolante nell’editoria e nella cultura italiana del secolo scorso, il cui pensiero, oggi, può essere utile rimeditare.
Luca Mozzachiodi (1992) è stato docente a contratto Ca’Foscari di Scrittura e Comunicazione, è stato assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, ha svolto attività di ricerca presso L’Università di Bologna e la Fondazione per la Critica Sociale, collabora con Il Manifesto in rete e con Il centro interdipartimentale di ricerca Franco Fortini alla rivista l’Ospite ingrato. È dottore di ricerca in Culture filologiche e letterarie; ha pubblicato il volume Preparando il Sessantotto: saggisti e scrittori nelle riviste della Nuova Sinistra (1956-1967) (Pacini 2024) e numerosi saggi su autori quali Fortini, Solmi, Pasolini, Asor Rosa, Panzieri. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia degli intellettuali, la teoria della letteratura, la prosa e la poesia contemporanee e i rapporti tra politica e letteratura nel Novecento e oltre. È in uscita la raccolta di saggi Gli scacchi di Brecht. Forme della critica e forme della storia (Industria e Letteratura).
L’ingresso è libero con prenotazione
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545