Passi nel paesaggio.L’itinerario visivo di Giobatta Ferrari
Da oggi disponibile, la mostra virtuale Passi nel paesaggio. L’itinerario visivo di Giobatta Ferrari. Unpercorso attraverso l’opera del pittore che riunisce una selezione dei suoi dipinti più significativi. La mostra consente di osservare idealmente i luoghi raffigurati dall’artista e cogliere le atmosfere e la sensibilità pittorica di Ferrari, seguendone l’evoluzione dagli esordi fino alla piena maturità espressiva. Un’occasione rara e preziosa per avvicinarsi a opere difficilmente visibili e riscoprire, attraverso immagini ad alta definizione e contenuti di approfondimento, la figura di un protagonista significativo della pittura dell’Ottocento italiano.
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presentazione del video a cura dell’Aref Vita e opere di un tenace paesaggista
presentazione della mostra virtuale a cura dell’Aref Passi nel paesaggio.L’itinerario visivo di Giobatta Ferrari
introduce Roberto Ferrari presenta Federica Bertella
Il 26 aprile del 1906 all’età di settantasette anni il pittore Giovan Battista Ferrari moriva all’ospedale di Porta Nuova a Milano. Nato a Brescia il 13 ottobre 1829, dopo una prima formazione artistica nella Civica scuola di disegno per arti e mestieri, frequentò l’Accademia di Brera, diplomandosi nel 1860. Dopo quattro anni trascorsi a Londra e a New York, ritornato in Italia, a Brescia insegnò per due anni nella Scuola comunale di disegno. Trasferitosi definitivamente a Milano iniziò una brillante carriera artistica, presente periodicamente nelle principali esposizioni italiane e internazionali. Ferrari fu un apprezzato esponente della corrente del paesaggismo naturalistico lombardo, influenzata dalla pittura tedesca celebre nel nord Italia nella metà dell’800.
Durante la serata, oltre al video sulla vita dell’artista, verrà presentata la mostra virtuale Passi nel paesaggio. L’itinerario visivo di Giobatta Ferrari, un percorso attraverso l’opera del pittore che riunisce una selezione dei suoi dipinti più significativi. La mostra consente di osservare idealmente i luoghi raffigurati dall’artista e cogliere le atmosfere e la sensibilità pittorica di Ferrari, seguendone l’evoluzione dagli esordi fino alla piena maturità espressiva. Un’occasione rara e preziosa per avvicinarsi a opere difficilmente visibili e riscoprire, attraverso immagini ad alta definizione e contenuti di approfondimento, la figura di un protagonista significativo della pittura dell’Ottocento italiano.
Ingresso libero con prenotazione
per informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
La conferenza, organizzata in collaborazione con Carmine Resistente ’26 – XII Edizione, Sezioni ANPI “Caduti di Piazza Rovetta”, tende a mettere in luce le valenze simboliche e propagandistiche dell’arte del fascismo, che è stato un regime alla continua ricerca del consenso delle masse popolari, utilizzando la cultura, l’urbanistica, l’architettura, la scultura e la pittura monumentali per diffondere i principi e i valori reazionari del suo potere dittatoriale e oppressivo. Sarà presentato il video dell’Aref dal titoloArte e potere. I simboli della forza, la forza dei simboli, che mostra gli interventi del fascismo a Brescia durante il Ventennio. Le trasformazioni imposte nella riorganizzazione della città e l’uso delle manifestazioni culturali e artistiche, ma anche il controllo dei servizi sociali e del tempo libero, sono stati gli strumenti del regime per alleare la piccola e media borghesia al potere vigente.
conferenza a cura di Giuseppe Bozzo rassegna a cura di Mauro Montalbetti
Quando pensiamo all’opera italiana dell’Ottocento, immaginiamo soprattutto i grandi compositori e i loro capolavori. Ma dietro la fortuna di queste opere c’è anche il lavoro, spesso invisibile, degli editori musicali.
Questo intervento intende raccontare come l’editoria abbia avuto un ruolo fondamentale non solo nel diffondere la musica, ma anche nel determinarne la forma e nel costruire il repertorio che ancora oggi ascoltiamo nei teatri. In un’epoca in cui le opere venivano frequentemente adattate alle esigenze dei diversi teatri e interpreti, le edizioni a stampa rappresentarono uno strumento fondamentale per stabilizzare la musica e favorirne la diffusione nazionale e internazionale. Tuttavia, questo processo non fu neutrale: scelte editoriali, revisioni, tagli e ristampe influenzarono la forma delle opere e orientarono la loro ricezione nel tempo. Attraverso alcuni esempi, si mostrerà come gli editori abbiano agito come veri mediatori tra compositori, impresari e pubblico, influenzando nel tempo la selezione delle opere destinate a restare in repertorio. L’opera ottocentesca emerge così non solo come creazione individuale, ma come risultato di un intreccio di scelte artistiche, pratiche e commerciali che ne hanno modellato la storia.
Giuseppe Bozzo è laureato in Storia e Filosofia all’Università della Calabria. Nel 2020 ha conseguito il Diploma Accademico di secondo livello in Fisarmonica con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore nel Conservatorio “G. Martucci” di Salerno. Nel 2025 ha conseguito il Diploma Accademico di secondo livello in Discipline storiche, critiche e analitiche della musica con il massimo dei voti nel Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Nel 2024 ha ottenuto una borsa di mobilità (a Madrid) nell’ambito del progetto di ricerca Roma: crocevia delle arti tra Seicento e Novecento. Ha inoltre ricevuto una borsa di ricerca per lo studio delle fonti musicali e archivistiche della Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli a Roma. È attualmente dottorando nei Conservatori “G. Briccialdi” di Terni e “O. Respighi” di Latina.
ARTE E MERCATO | Grandi mercanti e galleristi promotori di correnti artistiche
SpazioAref | domenica 8 marzo 2026 | ore 18
conferenza a cura di Fabiana Verrillo
In epoca capitalistica l’arte in voga diviene l’espressione del moderno mercato; i grandi mercanti e i galleristi internazionali a fine ‘800 e nella prima metà del ‘900, definiscono, patrocinano e quindi in ultima analisi creano le moderne e più celebri correnti artistiche. Gli esempi sono conosciuti e numerosi: i fratelli Grubicy lanciano sul mercato i pittori italiani divisionisti, Paul Durand-Ruel e Ambroise Vollard in Francia gli impressionisti, Daniel-Henry Kahnweiler i cubisti e gli astrattisti, per giungere fino a Peggy Guggenheim e Leo Castelli e la loro commercializzazione dell’astrattismo americano e le nuove correnti artistiche nel dopoguerra.
ingresso libero con prenotazione
per informazioni e-mail: info@aref-bresca.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
Nel XXI secolo, anche la musica indipendente (indie) italiana si trova al crocevia tra aderenza e sopravvivenza, tra espressione artistica e dinamiche di mercato sempre più invasive. In un’epoca in cui anche il suono è merce, viene da chiedersi: quali musiche sono ancora possibili? Quali spazi di verità restano in un sistema governato da algoritmi, immagini e capitali? La logica del capitalismo ha assorbito la musica dentro le sue dinamiche di consumo, trasformandola in contenuto. I brani non sono più atti espressivi, ma unità monetizzabili, confezionate per la piattaforma, pensate per la playlist, progettate per un ascolto conteggiabile. L’indipendenza, un tempo sinonimo di libertà creativa, è oggi spesso solo una maschera estetica: anche gli artisti “alternativi” sono immersi in un sistema che premia la visibilità, l’adesione a tendenze, la produttività costante. Nel dominio delle piattaforme di streaming, è l’algoritmo a decidere chi emerge e chi scompare. Questo meccanismo invisibile premia ciò che è già riconoscibile, ripetibile, conforme. L’artista diventa così ostaggio dell’ingranaggio, costretto a pubblicare con frequenza, adattarsi a generi “scansionabili” e pensare la musica come oggetto ottimizzato per l’interfaccia. L’algoritmo non ascolta: filtra, classifica, indirizza. È un orecchio senz’anima.
Nonostante queste dinamiche pervasive, esistono ancora traiettorie che sfuggono al controllo. Micro-label, circuiti locali, collettivi, progetti ibridi tra poesia, teatro e sound art: isole di senso che scelgono il tempo lungo, la marginalità, la profondità.
Saverio Beccaccioli è dottorando nei Conservatori di Terni e di Ravenna. È laureato in Musicologia alla Sapienza Università di Roma e diplomato in Trombone rinascimentale (I e II livello) al Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni. Ha partecipato a convegni in Italia, Malta e Portogallo. Ha tenuto seminari all’Università La Sapienza di Roma, Università degli Studi della Tuscia e Conservatorio “G. Verdi” di Ravenna. Ha pubblicato articoli e saggi per diverse riviste accademiche. Ha tenuto un talk di carattere musicologico alla Fondazione Varrone (Rieti 2025), Club Tenco (San Remo 2025), Torrione Jazz Club (Ferrara 2025), Abbey Rocchi Studio (Roma 2025), Teatro PalArte (Fabrica di Roma 2024/2025), Piccole Serenate Notturne Festival (Viterno 2024), Teatro del Combattente (Collevecchio 2023). Ha inciso per Rai, Mediaset, Sky Cinema, Prime Video. Si è esibito con ensembles sinfonici in Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Svizzera.
ARTE E MERCATO | La genesi del mercato dell’arte nel secolo XIX: le esposizioni, i generi e gli acquirenti
SpazioAref | domenica 8 febbraio 2026 | ore 18
conferenza a cura di Roberto Ferrari
La conferenza ha la finalità di porre al centro l’invadenza del mercato nella realizzazione e distribuzione del prodotto artistico, trasformato in merce e come tale vincolato dalle leggi della distribuzione mercantile. Il profitto commerciale regola e vincola i sistemi dell’arte sin dalla seconda metà del secolo XIX, i cui protagonisti – artisti, critici, mercanti e galleristi – divengono degli agenti della circolazione della “merce arte”.
Le grandi Esposizioni Internazionali e Nazionali sorte nell’800 costituiscono un corollario di prestigio alle presentazioni dell’industrializzazione capitalistica, ma rappresentano anche una vetrina della nascente estetica dominante. Le Esposizioni Accademiche di Brera sono un campione fondamentale per analizzare i generi, i compratori, i critici e l’editoria che caratterizzeranno la nascente arte italiana alle soglie del ‘900.
La Fondazione Aref ETS – Fondazione Artisti Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari Ente del Terzo Settore – nel 2026 festeggia i venticinque anni di attività, essendo stata fondata nel giugno del 2001 dagli eredi Ferrari e da Miretta Rizzi.
Siamo orgogliosi di presentare il nuovo logo del 25° anniversario realizzato in collaborazione con gli studenti della classe 5K dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’I.I.S.S. “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda.
Roberto Roversi (Bologna 1923-2012) è stato poeta, saggista e paroliere, oltre che fra i più schivi animatori della scena culturale italiana nella seconda metà del Novecento. Nato e vissuto a Bologna, nel 1945 partecipa alla Resistenza in Piemonte, nel 1955 con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini fonda la rivista Officina e, nel 1961, “Rendiconti” con Gianni Scalia. Lettore onnivoro e sempre attento alle evoluzioni sociali ed economiche, ha guardato con occhio critico al destino del paese e maturato una capacità di lettura degli eventi originale e disincantata. Come paroliere ha scritto i testi per numerosi brani musicali di Lucio Dalla e degli Stadio ma la sua produzione più libera e corrosiva rimane quella poetica che, con una scelta rigorosa e controcorrente, preferì affidare a ciclostilati e piccoli editori in protesta con l’industria editoriale.
Luca Mozzachiodi (1992) è stato docente a contratto Ca’ Foscari di Scrittura e Comunicazione e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, ha svolto attività di ricerca presso L’Università di Bologna e la Fondazione per la Critica Sociale, collabora con Il Manifesto in rete e con Il centro interdipartimentale di ricerca Franco Fortini alla rivista l’Ospite ingrato. È dottore di ricerca in Culture filologiche e letterarie; ha pubblicato il volume Preparando il Sessantotto: saggisti e scrittori nelle riviste della Nuova Sinistra (1956-1967) (Pacini 2024) e numerosi saggi su autori quali Fortini, Solmi, Pasolini, Asor Rosa, Panzieri. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia degli intellettuali, la teoria della letteratura, la prosa e la poesia contemporanee e i rapporti tra politica e letteratura nel Novecento e oltre. È in uscita la raccolta di saggi Gli scacchi di Brecht. Forme della critica e forme della storia (Industria e Letteratura).
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
A Vendre! For Sale! Saldi Saldi Saldi | MUSICA AL MERCATO!!! Paesaggi tra i solchi | Mostra di copertine di Long Playing
Galleria di SpazioAref | visite guidate
Durante la mostra verranno effettuate le visite guidate a cura di Paesaggi tra i solchi:
giovedì 18 dicembre 2025 – ore 16,30
sabato 20 dicembre 2025 – ore 17,00
sabato 27 dicembre 2025 – ore 17,00
sabato 10 gennaio 2026 – ore 17,00
sabato 17 gennaio 2026 – ore 17,00
mostra a cura di Paesaggi tra i solchi Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola, Sergio Zappavigna
fino al 18 gennaio 2026 ingresso libero, da giovedì a domenica dalle 16 alle 19.30 la mostra rimarrà chiusa nei giorni 25 e 26 dicembre 2025 dall’1 al 4 gennaio 2026
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545