Conferenze,News

La rassegna L’Arte dei Regimi prosegue con la conferenza dedicata all’arte degli anni trenta e alle sue implicazioni con il regime fascista. Già con la Seconda mostra del Novecento Italiano del 1929 il ritorno alla classicità olimpica sostenuta negli anni venti entrava in crisi e con essa la sua sostenitrice Margherita Sarfatti, ormai allontanata dalla dirigenza artistica del regime. In parallelo con la necessità di volgere a una politica imperialista, le maglie del potere si organizzavano gerarchicamente nei sindacati, che nella formula piramidale si articolavano nelle esposizioni convergenti nel 1931 nell’istituzione della prima Quadriennale di Roma. Le giovani generazioni di artisti, per contro, vivevano un’inquietudine anticlassicista segnata dal recupero di stilemi lirici e neoromantici, raccolti nei raggruppamenti di Corrente, del Chiarismo, della Scuola Romana, dei Sei di Torino. La macchina del consenso negli anni trenta reinseriva il principio di unità delle arti, che dava luogo a una fruttuosa parabola monumentale. La conferenza prende in esame la collaborazione di artisti e architetti nei grandi cantieri, l’istituzione dei Premi Bergamo e Cremona, la politica espansionistica in Libia e in Etiopia, le Triennali milanesi, le grandi mostre dello Sport e dell’Aeronautica, le numerose esposizioni effimere (quelle che oggi chiamiamo Fiere), eventi in grado di offrire un’immagine forte del regime, il cui canto estremo, a ridosso del secondo conflitto mondiale, sarebbe stato segnato dall’incompiuta Esposizione Universale di Roma del 1942.

Nicoletta Colombo, titolare dell’omonimo studio di consulenza d’arte in Milano, è attiva dal 1975 nella critica d’arte del secondo Ottocento, Novecento Italiano e Astrattismo storico internazionale. Dal 1996 svolge esclusivamente attività culturale e di consulenza d’arte, gestione di archivi di autori del Novecento Italiano, catalogazioni generali, pubblicazioni, curatele di mostre pubbliche, collaborazioni scientifiche con Istituzioni, Fondazioni, Accademie e Musei. Ha curato esposizioni e cataloghi su Divisionismo, Macchiaioli, Secessionismo, Futurismo, Novecento Italiano, Anni Trenta, Corrente, Spazialismo, Gruppo Cobra, Wifredo Lam. È co-titolare degli Archivi dell’opera di Achille Funi, Piero Marussig, Pompeo Borra, Raffaele de Grada senior, Guy Harloff, dei quali ha curato antologiche e catalogazioni ragionate e generali. È membro del Comitato per l’opera di Ernesto Treccani, di Franco Garelli, del Comitato scientifico della Fondazione Corrente di Milano e, fino al 2025 della Fondazione VAF-Stiftung di Francoforte sul Meno. Per il 2025, partecipa alla sezione dedicata a Federico Zandomeneghi per la mostra “Belle Epoque” a Brescia, e fa parte della curatela delle esposizioni dedicate a Milàn. Vitrina de la modernidad ad Alicante, e allo Spazialismo a Torino.

 

ingresso libero con prenotazione

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Conferenze,News

La rassegna Arte dei Regimi riprende la sua programmazione con un nuovo appuntamento dedicato ai Manifesti sovietici degli anni Trenta. La propaganda promossa dal regime sovietico, durante i Piani Quinquennali che industrializzarono l’URSS e modernizzarono l’agricoltura, ha rappresentato un potente strumento di coinvolgimento dei lavoratori a sostegno della politica del potere in carica. Gli ambiziosi obiettivi economici e le grandi campagne di educazione sociale, dall’istruzione alla sanità, e l’antifascismo furono i temi ricorrenti dei poster realizzati in particolare negli anni ’30. Un esercito di artisti furono al servizio dello Stato come artefici di una scuola di cartellonisti, le cui radici risalgono alla Rivoluzione dell’Ottobre del 1917. Questa imponente attività artistica diverrà la base per la moderna grafica politica, che avrà epigoni nelle future elaborazioni di manifesti anticapitalisti e antimperialisti a livello internazionale.

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Conferenze

fareSpazio alla poesia | Gabrio Vitali Poesia che fa civiltà
domenica 23 febbraio | ore 18

incontro con Gabrio Vitali
rassegna a cura di Massimo Migliorati

Poesia che fa civiltà è un libro che riflette sulle possibilità della poesia nella vita contemporanea e ne delimita un ben preciso spazio di esistenza e di azione: fare poesia significa riflettere sulle cose del mondo e attribuire loro un ruolo e una posizione che si determinano con le parole. L’importanza della scelta delle parole ha dunque una funzione civile – nel senso di un fare concreto per la comunità di cui si è parte  – che ha ricaduta sui gesti quotidiani, sul modo di relazionarsi con la realtà e di confrontarsi pacificamente con il resto della comunità umana.

Gabrio Vitali nato a Bergamo, dove abita, ha condotto studi di Antropologia culturale e di Filosofia del linguaggio presso l’Università La sapienza di Roma, dove si è laureato. Già docente di Letteratura italiana a Bergamo e a Bratislava è stato co-fondatore della Pierluigi Lubrina editore prima e della Moretti&Vitali Editori poi. Per quasi un trentennio ha organizzato, per conto del Comune e dell’Università di Bergamo e di varie istituzioni culturali pubbliche e private, rassegne, convegni, laboratori, premi, manifestazioni e percorsi editoriali dedicati alla poesia e all’opera letteraria. Fra i suoi libri: Tessiture-viaggi dentro antiche storie (1994); Odissei senza nòstos (2019), Sospeso respiro. Poesia di pandemia (2020) e il recentissimo Poesia che fa civiltà (2024). Sul canale YouTube di Psychiatry on line, ha recentemente condotto gli incontri della rassegna La bottega del poeta. Ora coordina la rubrica di recensione e critica poetica Perché Poesia, sul sito on line della rivista Ytali.com.

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La locandina e il volantino della rassegna sono stati realizzati in collaborazione con gli studenti delle classe quinte dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’I.I.S.S. “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda.
Conferenze,News

Sabato 8 febbraio 2025 alle ore 17 presso SpazioAref si terrà la conferenza a cura di Paesaggi tra i solchi: Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola, Sergio Zappavigna

Tutto (non esageriamo, quasi tutto) quello che avreste voluto sapere sul Festival di Sanremo ma non avete mai osato chiedere. Indiscrezioni, trucchi, risse, polemiche hanno da sempre caratterizzato il festival fin dalle prime edizioni negli anni cinquanta per arrivare a oggi. Già, perché il Festival di Sanremo nasce in sordina nel 1951 solo per gli ospiti del Salone delle Feste del Casinò, per diventare negli anni uno spettacolo televisivo che arriva fino a notte inoltrata nel quale le canzoni sono solo una parte. Diventeranno protagonisti anche conduttori e conduttrici, ci saranno ospiti di prestigio ma anche gaffes, figuracce ed eventi clamorosi. Tutto questo concentrato in una settimana che inchioda l’Italia al teleschermo. Il festival ha attraversato anche periodi di buio nel quali non lo guardava più nessuno e la Rai non lo trasmetteva neppure, però ha saputo risollevarsi per arrivare ad essere l’evento televisivo dell’anno.
Ci racconteranno la storia del Festival Piero Tarantola, Ugo Buizza e Rinaldo Capra che ci hanno già svelato chi vincerà il prossimo Festival.
E poi: chiunque dica di non guardare Sanremo in realtà lo fa, ma di nascosto!

 

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Aref in musica,Conferenze,News

SpazioAref | domenica 19 gennaio 2025 | ore 18

conferenza a cura di Alfonso Alberti
rassegna a cura di Mauro Montalbetti

Il primo appuntamento di Aref in Musica è dedicato a Giorgio Gaslini (1929 – 2014); pianista e compositore che affianca all’impegno nella musica jazz anche la sintesi con il mondo della musica classica contemporanea. Nella sua carriera non manca l’impegno civile e politico, di cui il celebre Concerto della Resistenza del 1969 rappresenta un momento iconico della vita musicale degli anni Sessanta. Nella produzione di Giorgio Gaslini, spesso questo impegno si segnala a chiarissime lettere dai titoli, dai testi, dai temi trattati nelle sue composizioni ed esecuzioni. Ma questo non è tutto: l’impegno entra nelle strutture musicali, soprattutto in quei casi in cui il compositore scrive con mano asciutta, elusiva, graffiante. Gaslini chiede all’ascoltatore di essergli complice e scuotersi (laddove tanta altra parte di mondo preferirebbe lasciarlo nel suo torpore), prendendo coscienza della molteplicità dei significati possibili dei testi musicali proposti, anziché essere indirizzato lungo binari prestabiliti: i graffiti di Giorgio Gaslini sono fatti per scardinare l’indifferenza e così risvegliarci.

La conferenza è a cura del maestro Alfonso Alberti, pianista e musicologo. Un’intesa musicale e umana particolarmente significativa lo ha legato a Giorgio Gaslini, che gli ha dedicato i suoi ultimi brani per pianoforte e il Concerto per pianoforte e orchestra. Alberti ha suonato in luoghi come il Konzerthaus di Vienna, il LACMA di Los Angeles, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, la Cappella Paolina del Quirinale. Fra i suoi cd, ricordiamo il Concerto per pianoforte e orchestra di Goffredo Petrassi (Orchestra della RAI, direttore A. Tamayo) che ha vinto il Premio della critica come miglior disco 2012 in Italia. Fra i suoi libri: La rosa è senza perché. Niccolò Castiglioni, 1966-1996 (LIM), Vladimir Horowitz (L’Epos) e Le sonate di Claude Debussy (LIM).

Conferenze,News

Domenica 1 dicembre alle ore 18.00 presso SpazioAref viene presentato il libro di Filippo Del Corno
Puccini ‘900. La seduzione della modernità, pubblicato da EDIZIONI CURCI nella collana Correnti,
diretta da Carlo Boccadoro. La prefazione del libro è di Riccardo Chailly.

Conversa con l’autore il compositore Carlo Boccadoro.

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Conferenze,News

Domenica 24 novembre alle ore 17 presso SpazioAref si tiene la presentazione del libro L’arte è fatta per chi la capisce. Lettere di Gaetano Previati nell’Archivio della Permanente di Milano scritto da Elisabetta Staudacher, edito da LEONARDO J. EDIZIONI. Sarà presente l’autrice.

Il volume raccoglie un corpus di missive inedite dell’artista Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna 1920), principale protagonista delle poetiche simboliste e precursore delle ricerche d’avanguardia. Il carteggio è stato di recente donato all’archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e prende avvio negli anni Ottanta dell’Ottocento. La corrispondenza più cospicua riguarda il rapporto con Giuseppe Previati, fratello dell’artista, e con il suo gallerista Alberto Grubicy de Dragon.
La trascrizione del carteggio conservato nell’archivio della Permanente è accompagnata da quella di altra corrispondenza solo in parte già nota. L’intento è di offrire al lettore una conoscenza approfondita dei momenti vissuti dall’artista, cadenzati dalla realizzazione di alcune delle opere più importanti della sua ricca produzione, riprodotte nel volume.

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Conferenze,News

Dal 2016 l’Aref realizza delle periodiche rassegne nelle quali l’arte è sempre posta al centro di tematiche che sono strettamente collegate alla storia, all’economia e alla politica. Non c’è potere che non si renda visibile e riconoscibile attraverso un apparato artistico, quindi l’arte riveste un ruolo politico particolare e rilevante. La Fondazione Aref ETS tra il 2024 e il 2025 organizza la rassegna intitolata l’Arte dei regimi, con una serie di conferenze su questioni rilevanti.

La terza conferenza prima parte della rassegna si terrà domenica 17 novembre alle ore 18 presso SpazioAref e pone l’attenzione su come Hollywood, la più grande industria cinematografica del mondo, una delle più importanti industrie americane, è considerata la Mecca del cinema. “La grande fabbrica dei sogni” è stata spesso chiamata e in effetti grazie ai film da lei prodotti è stato esportato in tutto il mondo il Mito Americano: l’idea che chiunque, indipendentemente dalle circostanze della sua nascita, avrebbe potuto aumentare significativamente il suo tenore di vita attraverso la determinazione, il duro lavoro e la capacità naturale.
La Casa Bianca e il Pentagono, consapevoli della capacità di convinzione e condizionamento del pubblico insita nei film, a partire dalla seconda guerra mondiale hanno allacciato stretti rapporti con Hollywood intervenendo frequentemente per indirizzarne la produzione a sostegno degli interessi del capitalismo americano e della sua politica imperialista nel mondo. Riuscendovi spesso. Non sempre, per fortuna.

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