Non si uccide così l’art. 9 della Costituzione

Non si uccide così l’art. 9 della Costituzione
 
Lettera a
Presidente del Senato Pietro Grasso (Presidente del Senato)
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini
Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini
 
Il disegno di legge Madia sulla riorganizzazione dell’amministrazione statale prevede la confluenza delle Soprintendenze nelle Prefetture (ddl 1577/2015, art. 8 comma 1e)*. Si tratta del più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo.

Chiediamo al Presidente della Repubblica di vigilare su questa e ogni altra violazione dell’art. 9 della Costituzione; ai Presidenti del Senato e della Camera di garantire un’adeguata discussione parlamentare; al ministro Dario Franceschini, attuale titolare del Mibact, di opporsi con ogni mezzo a tale disegno politico. O questo governo sarà per sempre ricordato come il becchino di una delle più gloriose strutture di civiltà e democrazia della cultura europea.

Primi firmatari: Alberto Asor Rosa, Paolo Baldeschi, Alessandro Bedini, Paolo Berdini, Irene Berlingò, Anna Maria Bianchi, Giovanna Borgese, Licia Borrelli Vlad, Massimo Bray, Francesco Caglioti, Mario Canti, Giuliana Cavalieri Manasse, Pier Luigi Cervellati, Giovannella Cresci, Nino Criscenti, Angelina De Laurenzi, Anna Donati, Dario Fo, Andrea Emiliani, Vittorio Emiliani, Fernando Ferrigno, Maria Teresa Filieri, Domenico Finiguerra, Fabio Isman, Donata Levi, Costanza Gialanella, Daniela Giampaola, Piero Gianfrotta, Carlo Ginzburg, Maria Pia Guermandi, Giovanni Losavio, Paolo Maddalena, Concetta Masseria, Maria Grazia Messina, Tomaso Montanari, Alessandro Nova, Rita Paris, Desideria Pasolini dall’Onda, Carlo Pavolini, Giovanni Pieraccini, Maria Luisa Polichetti, Luciana Prati, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Valeria Sampaolo, Edoardo Salzano, Salvatore Settis, Sergio Staino, Corrado Stajano, Simonetta Stopponi, Roby Stuani, Mario Torelli, Bruno Toscano, Carlo Troilo, Sauro Turroni, Monique Veaute, Paola Ventura, Serena Vitri, Fausto Zevi.

Sottoscrivono inoltre l’Associazione Altreconomia e Laboratorio Carteinregola Roma.

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*Ddl 1557, art. 8, comma 1: e) con riferimento alle Prefetture-Uffici territoriali del Governo: a completamento del processo di riorganizzazione, in combinato disposto con i criteri stabiliti dall’articolo 10 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed in armonia con le previsioni contenute nella legge 7 aprile 2014, n. 56, razionalizzazione della rete organizzativa e revisione delle competenze e delle funzioni attraverso la riduzione del numero, tenendo conto delle esigenze connesse all’attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, in base a criteri inerenti all’estensione territoriale, alla popolazione residente, all’eventuale presenza della città metropolitana, alle caratteristiche del territorio, alla criminalità, agli insediamenti produttivi, alle dinamiche socio-economiche, al fenomeno delle immigrazioni sui territori fronte rivieraschi e alle aree confinarie con flussi migratori; trasformazione della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo in Ufficio territoriale dello Stato, quale punto di contatto unico tra amministrazione periferica dello Stato e cittadini; attribuzione al prefetto della responsabilità dell’erogazione dei servizi ai cittadini, nonché di funzioni di direzione e coordinamento dei dirigenti degli uffici facenti parte dell’Ufficio territoriale dello Stato, eventualmente prevedendo l’attribuzione allo stesso di poteri sostitutivi, ferma restando la separazione tra funzioni di amministrazione attiva e di controllo, e di rappresentanza dell’amministrazione statale, anche ai fini del riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi di cui all’articolo 2; coordinamento e armonizzazione delle disposizioni riguardanti l’Ufficio territoriale dello Stato, con eliminazione delle sovrapposizioni e introduzione delle modifiche a tal fine necessarie; confluenza nell’Ufficio territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato; definizione dei criteri per l’individuazione e l’organizzazione della sede unica dell’Ufficio territoriale dello Stato; individuazione delle competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica nell’ambito dell’Ufficio territoriale dello Stato, fermo restando quanto previsto dalla legge 1° aprile 1981, n. 121; individuazione della dipendenza funzionale del prefetto in relazione alle competenze esercitate.

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